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12 dicembre 2013

Recensione: La Solitudine dei Numeri Primi | Paolo Giordano

Salve ragazzi!
Qui Sunshine che vi parla, eccomi con una recensione. (E spero anche con un nuovo e natalizio design!)
Lo so che il libro non è recentissimo e che state aspettando la recensione di Insurgent (lo sto rileggendo per farla al meglio), ma ci tenevo tantissimo a recensire questo libro.
Detto questo... vi lascio alla recensione!


Titolo: La Solitudine dei Numeri Primi.
Autore, Anno: Paolo Giordano, 2008.
Editore: Mondadori.
Prezzo: 18,00€
Pagine: 304
Rating: 
Trama: Alice è una bambina obbligata dal padre a frequentare la scuola di sci. È una mattina di nebbia fitta, lei non ha voglia, il latte della colazione le pesa sullo stomaco. Persa nella nebbia, staccata dai compagni, se la fa addosso. Umiliata, cerca di scendere, ma finisce fuori pista spezzandosi una gamba. Resta sola, incapace di muoversi, al fondo di un canale innevato, a domandarsi se i lupi ci sono anche in inverno.
Mattia è un bambino molto intelligente, ma ha una gemella, Michela, ritardata. La presenza di Michela umilia Mattia di fronte ai suoi coetanei e per questo, la prima volta che un compagno di classe li invita entrambi alla sua festa, Mattia abbandona Michela nel parco, con la promessa che tornerà presto da lei.
Questi due episodi iniziali, con le loro conseguenze irreversibili, saranno il marchio impresso a fuoco nelle vite di Alice e Mattia, adolescenti, giovani e infine adulti. Le loro esistenze si incroceranno, e si scopriranno strettamente uniti, eppure invincibilmente divisi. Come quei numeri speciali, che i matematici chiamano "primi gemelli": due numeri primi vicini ma mai abbastanza per toccarsi davvero.


«Mattia, pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero.»


Il libro si divide in sette parti, ognuno parla di un anno diverso nelle vite di Mattia e Alice. I protagonisti della nostra storia.
Incontriamo Alice: sette anni, un padre che non l'ascolta e la sensazione di non essere mai abbastanza.
La sua vita cambia quando durante una lezione di sci, per colpa del latte caldo decide di allontanarsi dai compagni per poterla fare liberamente.
Persa in mezzo alla neve e alla nebbia, decide di scendere a valle da sola; ma basta una svista per poter finire di faccia nella neve e farsi del male.
Così la nostra Alice, si frattura una gamba, una cicatrice che condizionerà tutta la sua vita.

Dall'altra parte troviamo Mattia un anno dopo: una testa perfetta e una sorella gemella che gli pesa sulla vita.
Quando lui e sua sorella Michela vengono invitati a una festa in maschera, Mattia decide di andarci da solo perché, lui, una sorella scema non se la vuole portare dietro.
Così decide di lasciarla - solo per qualche ora, si dice - da sola in un parco vicino alla casa del festeggiato.
Ma alla fine così non è, perché Michela si muove da quel posto e si perde, senza più essere ritrovata dalla famiglia, condizionando così tutta la vita di Mattia.

Alice e Mattia si troveranno qualche anno dopo: Alice con una vita in cui l'anoressia fa da padrona; Mattia invece in cui a fare da padrona alla sua vita è l'autolesionismo.
Si troveranno, diventeranno amici, cercheranno di diventare qualcosa di più, ma senza successo.
Un libro che ti lascia una sensazione di dolceamaro in bocca, un libro che ti consuma nemmeno fossi una roccia lasciata in balia del mare aperto.
Un libro da leggere assolutamente.

Non so veramente da dove iniziare per descrivere questo libro. 
Dire che l'ho amato è veramente poco, molta gente ha criticato tantissimo questo libro ma non riesco veramente a capire come mai.
L'unica pecca che ho trovato è (spoiler) il fatto che il ragazzo di Alice essendo dottore non si sia accorta che Alice sia anoressica, solo questo.
Ho amato il modo in cui Giordano spiegava le situazioni dal punto di Mattia che è un patito per la matematica, il modo in cui si accorge che Alice cammini in modo un po' assimetrico, il fatto che tutti i suoi ragionamenti vengano fatti in base alla matematica.
Ho amato Alice, così ingenua eppure così forte, Alice che odia il suo corpo e fa di tutto pur di risultare perfetta agli occhi degli altri.
Mattia e Alice mi sono entrati sotto pelle. E lì sono rimasti.
Non potevo veramente chiedere di più da questo libro, le situazioni descritte non vengono mai banalizzate o esagerate, sono situazioni in cui tutti si possono trovare, situazioni in cui molta gente si trova.
L'ho trovato un romanzo vero, perché alla fine non tutti quanti sono destinati a trovare la propria persona e stare con essa.
Però è anche vero che possiamo benissimo camminare sulle nostre gambe senza l'aiuto di nessuno, esattamente come fanno Mattia e Alice alla fine del romanzo.

Potrei continuare all'infinito dicendo che ho veramente amato questo romanzo come ho fatto con pochi altri libri e spero che chi lo abbia letto concordi con me; nel caso in cui non lo abbiate letto, fatelo e fatemi sapere che ne pensate.
Per chi invece lo ha letto e non lo ha trovato interessante come la sottoscritta: ditemi perché la pensate in questo modo, sono veramente curiosa di sapere le vostre opinioni!

Grazie per aver letto la recensione e alla prossima!
Sunshine. xx

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